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Oro 18, 14 o 9 carati: quale resiste davvero ogni giorno

Una domanda torna di continuo: l'oro 18 carati è una buona scelta? La risposta breve è sì. La risposta utile è più sfumata. Il carato misura una cosa sola, la proporzione di oro puro nella lega. Non misura la solidità, né la qualità del lavoro, né la durata del gioiello. Su un punto preciso l'oro 18 carati è persino peggiore dell'oro 14 carati. Ecco che cosa cambia davvero ogni titolo, senza discorsi commerciali.

Anello Mme La Marquise in oro 18 carati riciclato con un diamante di laboratorio taglio marquise bianco

Anello Mme La Marquise, diamante marquise bianco

Una marquise bianca montata in alto. È il tipo di pezzo in cui il titolo dell'oro conta davvero, perché il metallo deve tenere la pietra per decenni.

Metallo: Oro 18 carati riciclato

Pietra: Diamante sintetico bianco, taglio marquise

A partire da 1990€

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Che cosa significa il carato dell'oro: 750, 585, 375

Il carato dell'oro non ha nulla a che vedere con il carato di un diamante. Sono due unità diverse che portano lo stesso nome, ed è la prima fonte di confusione.

Per un diamante il carato è un peso. Un carato vale 0,2 grammi.

Per l'oro il carato è una proporzione. La scala va da 0 a 24. L'oro puro è a 24 carati. Ogni carato vale quindi un ventiquattresimo della lega.

Da qui vengono i tre numeri che vede incisi sui gioielli.

750. È l'oro 18 carati. 750 millesimi di oro puro, cioè il 75 %. Il resto è una lega di rame, argento o palladio secondo il colore voluto.

585. È l'oro 14 carati. 585 millesimi, circa il 58,5 % di oro puro.

375. È l'oro 9 carati. 375 millesimi, cioè il 37,5 % di oro puro. Meno della metà del metallo è oro.

Tenga a mente una cosa. Il titolo le dice quanto oro sta comprando. Non le dice nulla sulla qualità della fabbricazione, sulla finezza dell'incastonatura, né su quanto durerà il gioiello. Sono temi diversi, e il mercato alimenta volentieri la confusione. Spieghiamo la lettura del punzone nel nostro articolo su che cosa dice davvero il numero 750.

Anello Faubourg 1925 Baby One con un diamante di laboratorio brillante bianco, anello sottile in argento 925 o oro 18 carati riciclato

Anello Faubourg 1925 Baby One, diamante brillante bianco

L'anello più sottile della maison. Su un gambo stretto il titolo dell'oro si sente subito all'uso.

Metallo: Argento 925, vermeil o oro 18 carati riciclato

Pietra: Diamante sintetico bianco, taglio brillante

A partire da 190€

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Che cosa la Francia chiama oro, e che cosa punzona

Ecco il punto che le guide in inglese non trattano mai, e che spiega perché in una vetrina parigina non si vede quasi mai oro 14 carati.

La Francia riconosce tre titoli per l'oro: 750, 585 e 375 millesimi. Tutti e tre sono legalmente oro. Su questo non c'è ambiguità.

Ma la tradizione orafa francese si è fissata sui 18 carati, e il punzone di garanzia lo riflette. In Francia un gioiello in oro a 750 millesimi fabbricato sul posto porta il punzone con la testa d'aquila. È il punzone di Stato francese che certifica il titolo.

Questo quadro è francese e non si applica altrove. In Italia il sistema è diverso: su un gioiello in oro trova il titolo in millesimi e il marchio di identificazione del fabbricante con il numero della provincia, non una testa d'aquila. Anche da noi il 750 resta il riferimento dell'oreficeria, mentre il 585 si incontra soprattutto su pezzi pensati per resistere. Negli Stati Uniti lo standard corrente è il 14 carati. Nel Regno Unito il 9 carati è molto diffuso. In India e in Medio Oriente domina il 22 carati. Nessuno di questi mercati ha torto. Sono abitudini diverse, nate da climi, fiscalità e rapporti con l'oro diversi.

Diffidi quindi di due argomenti ugualmente deboli: «il 18 carati è migliore perché è lo standard» e «il 14 carati è migliore perché contiene più lega». Lo standard di un Paese non è una prova tecnica. Quello che segue, invece, lo è.

Durezza: l'unico punto in cui l'oro 18 carati perde

Siamo franchi, perché in questo settore nessuno lo dice chiaramente.

L'oro puro è un metallo molto tenero. Si graffia e si deforma con sorprendente facilità. Sono i metalli di lega, il rame soprattutto, a dare durezza.

La conseguenza è meccanica. Più il titolo è alto, minore è la quota di lega, e più il metallo è tenero.

Un oro 14 carati è quindi più duro di un oro 18 carati. Un oro 9 carati lo è ancora di più. È un fatto, non un'opinione, e significa che una fede in 14 carati manterrà la sua lucidatura più a lungo di una in 18 carati portata nelle stesse condizioni.

Bisogna concluderne che il 14 carati è migliore? No, ed ecco perché.

Un oro 18 carati non si graffia in modo drammatico. Prende una patina, una rete di micrograffi che addolcisce la superficie. Molte persone finiscono per preferire questa patina alla lucidatura originale, e una lucidatura in laboratorio la fa sparire in pochi minuti.

Soprattutto, la durezza non decide da sola la longevità. Un oro 18 carati contiene tre quarti di oro. Resiste meglio alla corrosione, non si ossida e si ripara meglio, perché la sua massa d'oro consente saldature pulite. Un oro 9 carati, con il 62,5 % di metalli non nobili, può annerire e comportarsi in modo meno prevedibile nel tempo.

Il modo corretto di dirlo è questo. Il 14 carati vince sulla resistenza ai graffi. Il 18 carati vince sulla stabilità chimica, sulla riparabilità e sul valore della materia. La manutenzione quotidiana è trattata nel nostro articolo sui cinque nemici della gioielleria in oro.

Anello Loop Trio con tre diamanti di laboratorio brillanti, anello in argento 925 rodiato o vermeil

Anello Loop Trio, diamanti brillanti

Tre diamanti allineati su un gambo morbido. Un modo per entrare nell'argomento senza passare prima dalla questione del titolo dell'oro.

Metallo: Argento 925 rodiato o vermeil

Pietra: Diamante sintetico bianco, taglio brillante

A partire da 490€

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Oro giallo o oro bianco: che cosa fa la lega

A parità di titolo, il colore non viene dall'oro. Viene dal 25 % restante.

L'oro giallo 18 carati unisce l'oro a rame e argento in proporzioni equilibrate. Più il titolo è basso, più il colore dipende dalla lega, e più varia da un fabbricante all'altro. Per questo un oro giallo 9 carati può sembrare pallido o grigiastro secondo il laboratorio, mentre un oro giallo 18 carati resta pieno.

L'oro bianco 18 carati unisce l'oro a metalli sbiancanti come il palladio. Il risultato non è mai perfettamente bianco all'uscita. Conserva un fondo leggermente caldo. Per questo l'oro bianco viene rodiato, cioè ricoperto da uno strato sottilissimo di rodio, un metallo della famiglia del platino, di un bianco freddo e inerte.

Questo strato si consuma. Su un anello portato tutti i giorni finisce per segnarsi nei punti di sfregamento, e il fondo più caldo della lega riaffiora. È normale, non è un difetto, e la rodiatura si rifà in laboratorio.

Un punto da conoscere se sceglie una pietra di colore. Una montatura gialla scalda la tinta percepita della pietra. Una montatura bianca la lascia leggere com'è. Un diamante di laboratorio blu o verde appare quindi più netto su oro bianco 18 carati riciclato, e più morbido su oro giallo.

Titolo alto e pelle sensibile

È l'argomento più solido a favore del titolo alto, e curiosamente il meno valorizzato.

L'oro puro è chimicamente pochissimo reattivo. Non provoca praticamente allergie da contatto. Ciò che reagisce sono i metalli di lega.

Faccia il conto. Un oro 18 carati contiene il 25 % di lega. Un oro 14 carati il 41,5 %. Un oro 9 carati il 62,5 %. A ogni discesa di titolo moltiplica la superficie di contatto con metalli non nobili.

L'allergene più frequente in gioielleria è il nichel, a lungo usato per sbiancare e indurire certe leghe. Il suo rilascio dai gioielli è oggi strettamente regolato in Europa, ma resta molto presente nella bigiotteria e negli acciai di qualità incerta.

Se la sua pelle reagisce facilmente, il ragionamento è semplice. Salga di titolo. Un oro 18 carati riciclato è la scelta più confortevole di questo elenco.

Orecchini a lobo Faubourg 1925 con diamanti di laboratorio taglio Asscher bianchi, orecchini in oro 18 carati riciclato

Orecchini Faubourg 1925, diamanti Asscher bianchi

Due diamanti taglio Asscher al lobo. Su un orecchio sensibile il perno è la zona di contatto prolungato: è lì che il titolo dell'oro si nota.

Metallo: Argento 925, vermeil o oro 18 carati riciclato

Pietra: Diamante sintetico bianco, taglio Asscher

A partire da 1400€

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Che cosa cambia davvero il titolo sul conto finale

Un errore di ragionamento molto diffuso: credere che un gioiello in 9 carati costi tre volte meno di uno in 18 carati perché contiene tre volte meno oro.

È falso, ed ecco perché.

Il prezzo di un gioiello si scompone in tre blocchi. La materia, cioè il metallo e la pietra. Il lavoro, cioè la fusione, l'incastonatura, la lucidatura e il controllo. E la struttura, cioè tutto ciò che fa vivere il laboratorio e il marchio.

Solo il primo blocco si muove con il titolo. Il lavoro di incastonatura di un diamante è esattamente lo stesso in 9 e in 18 carati. Il tempo impiegato è identico. Il controllo anche.

Su un pezzo sottile la materia rappresenta una quota modesta del prezzo finale. Scendere di titolo fa quindi risparmiare molto meno di quanto si immagini, degradando allo stesso tempo la stabilità chimica, la tolleranza cutanea e il valore di rivendita.

Su un pezzo pesante, per esempio una fascia larga, il ragionamento si inverte in parte. Lì la massa d'oro pesa davvero sul conto, e la scelta del titolo diventa una vera leva di budget.

È anche per questo che proponiamo lo stesso disegno in argento 925 rodiato, in vermeil e in oro 18 carati riciclato invece di abbassare il titolo dell'oro. Abbassare il titolo significa pagare quasi lo stesso lavoro per un metallo meno stabile. Cambiare metallo è invece una scelta chiara. L'abbiamo spiegata nel nostro confronto argento, vermeil o oro 18 carati riciclato.

Collana Faubourg 1925 con un diamante di laboratorio taglio Asscher bianco su catena in oro 18 carati riciclato

Collana Faubourg 1925, diamante Asscher bianco

Una catena sottile e un Asscher nell'incavo del collo. Una collana sfrega poco: il titolo pesa qui meno sull'usura che su un anello.

Metallo: Argento 925, vermeil o oro 18 carati riciclato

Pietra: Diamante sintetico bianco, taglio Asscher

A partire da 1590€

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Quale titolo per quale gioiello

Veniamo al concreto. Il titolo giusto dipende dall'oggetto, non da una regola generale.

Un anello portato tutti i giorni, senza pietra importante. Il 14 carati è difendibile. Si graffia meno. Se vive in un Paese dove è corrente e ben fabbricato, è una scelta razionale.

Un anello con una pietra tenuta da griffe. Meglio il 18 carati. Le griffe vanno riprese e strette negli anni, e un metallo ricco d'oro si rilavora e si risalda molto meglio.

Degli orecchini. Il titolo alto è il più confortevole, perché il perno resta ore a contatto con una zona sottile e spesso reattiva.

Una collana o un pendente. L'usura è bassa. Scelga prima il colore e il budget.

Un bracciale. Prende molti urti contro tavoli e maniglie. Privilegi una costruzione solida invece di concentrarsi sul titolo.

Un pezzo destinato a essere tramandato. Il 18 carati, senza esitare. Valore di materia più alto, stabilità migliore, riparabilità migliore.

Bracciale Faubourg 1925 con cinque diamanti di laboratorio taglio Asscher bianchi in oro 18 carati riciclato

Bracciale Faubourg 1925, 5 diamanti Asscher bianchi

Cinque Asscher allineati al polso. Su un pezzo di questa massa il titolo dell'oro diventa una vera voce di budget.

Metallo: Argento 925, vermeil o oro 18 carati riciclato

Pietra: Diamante sintetico bianco, taglio Asscher

A partire da 3690€

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Che cosa ricordare

Il titolo misura una proporzione di oro, nient'altro. Non misura né la qualità di un gioiello né la sua durata.

L'oro 18 carati non è il più duro. Il 14 carati si graffia meno, e va detto. In cambio il 18 carati è più stabile chimicamente, meglio tollerato dalle pelli reattive, più facile da riparare e conserva un vero valore di materia.

L'oro 9 carati è vero oro in senso legale, ma contiene più metalli di lega che oro. Su un pezzo sottile fa risparmiare poco e indebolisce il resto.

La nostra scelta è fatta, e ce ne assumiamo la responsabilità: oro 18 carati riciclato per i pezzi in oro, argento 925 rodiato e vermeil per la linea accessibile. Nessun titolo intermedio, perché il risparmio non compenserebbe ciò che si perde.

Se vuole approfondire questo metallo, la nostra guida all'acquisto sull'oro riprende le basi, e il nostro articolo sui vantaggi dell'oro 18 carati sviluppa il caso della lega a 750 millesimi.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra oro 18 carati e oro 14 carati?

La proporzione di oro puro. L'oro 18 carati contiene 750 millesimi di oro, l'oro 14 carati ne contiene 585. L'oro 14 carati è più duro, quindi si graffia meno. L'oro 18 carati è più stabile, meglio tollerato dalla pelle e conserva un valore di materia più alto.

L'oro 18 carati si graffia facilmente?

Si graffia più facilmente di un oro 14 carati, sì. Ma non si graffia in modo drammatico: prende una patina di micrograffi che una lucidatura in laboratorio toglie in pochi minuti. Molte persone finiscono per preferire questa patina.

Che cosa significa 750 su un gioiello in oro?

Che il metallo contiene 750 millesimi di oro puro, cioè il 75 %, cioè 18 carati. È il titolo più corrente nell'oreficeria italiana come in quella francese. In Francia, inoltre, un gioiello in oro a 750 millesimi porta il punzone di garanzia con la testa d'aquila.

L'oro 9 carati è oro vero?

Sì in senso legale. Ha un titolo di 375 millesimi, riconosciuto in Europa. Ma contiene il 62,5 % di metalli che non sono oro, il che lo rende meno stabile nel tempo e meno ben tollerato dalle pelli reattive.

Quale titolo scegliere per un anello portato tutti i giorni?

Se l'anello ha una pietra tenuta da griffe, oro 18 carati riciclato, perché le griffe si riprendono meglio. Se è una fede liscia e conta soprattutto la resistenza ai graffi, il 14 carati è difendibile dove è corrente.

L'oro 18 carati va bene per una pelle sensibile?

È la scelta migliore tra i tre titoli. Tre quarti del metallo sono oro puro, pochissimo reattivo. Più il titolo scende, più aumenta la quota di lega, e con essa il rischio di reazione da contatto.

Perché in Italia e in Francia si trova soprattutto oro 750?

Per tradizione orafa. In Francia il sistema di garanzia lo rafforza: i tre titoli sono legali, ma l'uso si è fissato su 750 millesimi e il punzone con la testa d'aquila ne è il riferimento. È una convenzione francese, non una regola universale.

Fiona